"Se la Giustizia è donna", Avvocatura e società, tra passato e futuro.
Convegno organizzato dal Comitato per le Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Avellino, presso il Palazzo Vescovile, 18 Marzo 2025.
https://www.avellinotoday.it/attualita/convegno-avvocatura-parita-genere-avellino.html
Una mia dichiarazione sul giornale “il mattino”
Dopo la conferenza stampa organizzata dal Garante Provinciale delle persone private della libertà personale di Avellino, nel corso della mobilitazione nazionale dei Garanti Territoriali sul “silenzio assordante della politica e della società civile sul carcere” e indetta nella giornata di ieri in tutta Italia, alla quale ho ritenuto di partecipare dopo essere stata invitata nella mia doppia veste di Componente Osservatorio carcere UCPI e Componente Commissione Giustizia presso il CNF!i e la violenza.
© AvellinoToday
Avellino, Aula Magna del Tribunale
In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, si è svolto il convegno dal titolo "Metamorfosi di una Ferita: Riflessioni sulla violenza contro le donne". L'evento, organizzato dal Comitato per le Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, ha rappresentato un'importante occasione di sensibilizzazione e riflessione sulla complessa tematica della violenza di genere, coinvolgendo illustri figure istituzionali, esperti del settore e rappresentanti della società civile.
La moderazione dell’incontro è stata affidata all’Avv. Giovanna Perna, Presidente del Comitato Pari Opportunità del COA di Avellino, che ha introdotto gli interventi di autorevoli relatori e ha offerto un intervento significativo sulle diverse sfaccettature della violenza e sull'importanza di un'azione culturale e legislativa incisiva per contrastarla.
Affrontare ogni forma di violenza
"Il Comitato per le Pari Opportunità ha fortemente voluto questo incontro, perché riteniamo fondamentale parlare di femminicidio, ma non solo: è necessario affrontare tutte le forme di violenza", ha affermato l’Avv. Perna. Ha posto l’accento su come la violenza non sia solo fisica, ma comprenda anche manifestazioni più moderne e subdole, in particolare tra gli adolescenti, che vivono le loro relazioni sempre più mediate da modalità digitali.
L'urgenza di sensibilizzare è alla base del coinvolgimento delle scuole in queste iniziative: "Abbiamo voluto che la scuola offrisse il suo contributo in un momento così importante. Bisogna educare non solo alla conoscenza, ma anche alla sensibilità emotiva, al rispetto e alla consapevolezza del sentimento".
La sfida dei social media e il ruolo della legge
Un punto cruciale del discorso dell’Avv. Perna riguarda l’impatto dei social network: "Molte forme di violenza si concretizzano proprio attraverso l’uso dei social, e questo rappresenta una delle sfide più complesse da affrontare oggi". La distorsione delle interazioni digitali, specie tra i giovani, amplifica il fenomeno, rendendo indispensabile un’azione integrata che parta dall’educazione e si estenda agli strumenti legislativi.
In questo contesto, l'Avv. Perna ha ricordato l’importanza della recente “legge Roccella”, che ha ampliato i poteri delle autorità competenti, consentendo interventi più tempestivi ed efficaci: "Fortunatamente, abbiamo un sistema legislativo molto robusto. Con l’ultima riforma si sono dotate figure come i questori e i comandanti dei carabinieri di strumenti utili per intervenire prontamente". Tuttavia, la normativa da sola non è sufficiente, ed è essenziale contrastare l’uso improprio delle nuove tecnologie per arginare il fenomeno.
Una prospettiva di rinascita e supporto alle vittime
Nonostante le difficoltà, l'Avv. Perna propone una prospettiva positiva: "Vogliamo proporre una chiave di lettura diversa: quella della rinascita". Questa rinascita, ha spiegato, è possibile solo attraverso il supporto continuo delle istituzioni e della società civile.
È fondamentale evitare che le donne vittime di violenza si sentano abbandonate o cadano vittime della cosiddetta “vittimizzazione secondaria”. "È necessario agire per garantire che, in quei momenti di sconforto, non prevalga la sensazione di abbandono", ha sottolineato. Le vittime devono essere accompagnate in un percorso di guarigione completo, qualunque sia il tipo di violenza subita, per ritrovare la forza e il sostegno necessari alla loro rinascita.
L’impegno per un cambiamento culturale
In conclusione, l’Avv. Perna ha ribadito l’importanza di un’azione congiunta tra istituzioni, scuole, professionisti e cittadini: "L'educazione al rispetto e alla consapevolezza è la chiave per prevenire e superare le dinamiche di violenza, offrendo alle vittime non solo protezione, ma anche la possibilità concreta di ricostruire la propria vita".
La violenza e il suo impatto: il punto mdi vista delle esperte
La Prof.ssa Giovanna Truda, docente di Sociologia del diritto e politiche di genere presso l’Università di Salerno, ha approfondito il tema delle dinamiche sociali che influenzano il percorso di trasformazione di una donna vittima di violenza. Ha evidenziato come il supporto delle istituzioni e la consapevolezza sociale siano elementi chiave per una vera metamorfosi, paragonata poeticamente alla trasformazione di una farfalla.
L’Avv. Lucia Secchi Taruggi, coordinatrice della Commissione integrata Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense, ha sottolineato la necessità di promuovere criteri e politiche innovative per garantire una piena partecipazione delle donne nella vita sociale, trasformando i contesti dove spesso si sentono ospiti in ambienti accoglienti e inclusivi. L’Avv. Lucia Secchi Tarugi ha offerto una riflessione di grande rilevanza sul tema della lotta contro gli stereotipi e la violenza.
La necessità di un cambiamento culturale
"Credo che si possa combattere questo fenomeno cambiando la mentalità, ed è evidente quanto sia importante continuare a farlo in modo capillare", ha dichiarato l'Avv. Secchi Tarugi. Secondo la coordinatrice, il coinvolgimento di ogni singolo individuo e di comitati dedicati, supportati da diverse figure professionali, è cruciale per affrontare le sfide legate alla discriminazione e alla violenza. Tra queste figure, gli avvocati ricoprono un ruolo centrale nel sensibilizzare e supportare le vittime.
Un approccio profondo e dinamico
Riflettendo sulle iniziative organizzate nella settimana del 25 novembre, l'Avv. Secchi Tarugi ha sottolineato l’importanza di comprendere l'evoluzione continua degli stereotipi e delle forme di violenza a essi legate: "Bisogna affrontarli con consapevolezza e impegno, perché gli stereotipi non sono solo esterni: essi abitano dentro di noi". L’analisi di questi fenomeni, ha aggiunto, non deve essere percepita come un esercizio ripetitivo, ma come un processo che, come con i grandi classici della letteratura, rivela nuovi significati e spunti di riflessione ogni volta che vi si torna.
Per l'Avv. Secchi Tarugi, questa riflessione continua è indispensabile per superare le dinamiche di violenza e discriminazione: "Questo approccio è indispensabile per consentire una vera metamorfosi delle ferite, sia individuali che collettive". Solo attraverso un costante lavoro culturale e sociale è possibile contrastare stereotipi radicati e promuovere una trasformazione profonda e duratura.
L’efficacia del codice rosso e la posizione dell’Italia in Europa
L'attenzione dell’Avv. Secchi Tarugi si è poi concentrata sulla normativa italiana in tema di tutela delle donne, con particolare riferimento al codice rosso: "Certo, il codice rosso è stato aggiornato e, in alcune sue parti, reso operativo già da un anno, portando a risultati concreti. È sicuramente uno strumento importante, soprattutto per prevenire la vittimizzazione secondaria".
Secondo la coordinatrice, l’Italia può vantare una delle normative più specifiche e attente in Europa, tanto che il Paese registra il numero più basso di femminicidi nel continente. Questo risultato, ha sottolineato, è il frutto di un impegno costante che coinvolge una pluralità di attori, inclusi gli avvocati: "È significativo notare che, pur essendo spesso criticata, l’Italia ha fatto grandi passi avanti grazie a un lavoro continuo e alla collaborazione tra diverse figure professionali".
Una chiamata all'azione
In conclusione, l'Avv. Secchi Tarugi ha ribadito la necessità di un cambiamento culturale profondo, invitando tutti, dai singoli cittadini ai professionisti, a partecipare a questa trasformazione: "Ogni contributo è essenziale per costruire una società più consapevole e giusta, capace di affrontare e superare le ferite del passato".
Giustizia e fiducia: un messaggio forte alle donne
Di grande impatto è stata la relazione della Dott.ssa Mariagrazia Pisapia, Consigliere della Corte d’Appello di Salerno, che ha evidenziato l'importanza di ricostruire la fiducia nella giustizia come mezzo per tutelare la dignità delle vittime.
La Dott.ssa Gabriella Marano ha invece offerto un contributo prezioso sulle modalità di riconoscimento e gestione delle relazioni tossiche, fornendo strumenti per identificare comportamenti manipolatori e violenti, fondamentali per avviare percorsi di rinascita e autodeterminazione.
Un convegno tra riflessione e arte
La giornata si è arricchita della proiezione di un cortometraggio curato dall'Associazione Puck Teatrè, già premiato tra i migliori lavori presentati al concorso promosso dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana. Un’opera che ha raccontato, con delicatezza e intensità, le vie possibili per uscire dalla violenza invisibile, unendo narrazione artistica e impegno sociale.
Presenze istituzionali e impegni futuri
I lavori sono stati aperti dai saluti delle istituzioni locali e nazionali, tra cui il Presidente del COA Avv. Fabio Benigni, il Prefetto di Avellino Dott.ssa Rossana Riflesso, e il Procuratore della Repubblica Dott. Domenico Airoma. Questi interventi hanno sottolineato l’urgenza di un impegno condiviso per prevenire e contrastare la violenza di genere, evidenziando la necessità di un'azione concreta e coordinata.
L’evento si è concluso con l'immagine simbolica di una farfalla, opera dell’artista Paolo D’Amore, come metafora della metamorfosi che ogni donna può intraprendere per ritrovare la propria libertà e dignità. Il convegno, aperto a tutti, ha rappresentato un momento di grande partecipazione e coinvolgimento, confermando il ruolo centrale della sensibilizzazione per promuovere un cambiamento culturale che ponga fine alla violenza contro le donne.
© Riproduzione riservata
Vinicio Marchetti
Giornalista
26 novembre 2024 12:12
Violenze di genere, il prefetto: coinvolgere le famiglie, sono l’anello mancante
Metamorfosi di una ferita, l’Ordine degli avvocati chiama al confronto sulle misure di contrasto alla violenza di genere
Violenza sulle donne, Airoma: sintomo di un disagio profondo della società. Servono cambiamenti strutturali
Avellino, Metamorfosi di una ferita, Perna: "La rinascita è possibile"
'Metamorfosi di una Ferita': parole, arte e giustizia per sostenere le donne vittime di violenza
"Metamorfosi di una ferita”. Il convegno ad Avellino dell’ordine degli avvocati
"Metamorfosi di una ferita" Riflessioni sulla violenza contro le donne
Nella calura soffocante dell'estate, all'interno delle mura della Casa circondariale di Bellizzi Irpino, le celle si trasformano in veri e propri inferni di cemento, dove il calore intenso si somma all'affollamento, rendendo la vita dei detenuti una prova estenuante di resistenza psicofisica. In questo contesto, gli episodi di autolesionismo e i tentativi di suicidio diventano purtroppo frequenti, sintomi estremi di un disagio che fatica a trovare ascolto e qualche sollievo.
Oggi pomeriggio, la responsabile regionale dell'Osservatorio Carcere Campania, l'avvocato Giovanna Perna, si è trovata di fronte a uno di questi drammatici accadimenti vivendo in prima persona un evento carico di tensione. Nel mentre camminava lungo il percorso che la conduceva nella sezione ove sono ubicate le classi all’interno della quale ad attendere Lei ed il dott.Centomani già Direttore del CGM Campania, c’erano alcuni ospiti della struttura, per parlare di Giustizia riparativa, in prossimità dell’ingresso che porta al corridoio impregnato di umidità, in considerazione delle elevate temperature, e tensione, è stata testimone di una scena cruda: un detenuto, un uomo dal fisico robusto e dall’aspetto poco rassicurante, con un corpo pieno di tatuaggi, stava arrecando ferite profonde al suo braccio con una lametta, il sangue scorreva copioso sul braccio sinistro e sul rialzo di cemento in prossimità di uno degli ingressi che porta all’interno delle sezioni, attorno a lui, un gruppo di agenti penitenziari pur consapevoli della minaccia che il detenuto rappresentava per loro, tentavano freneticamente di dissuaderlo, cercando di evitare ulteriori danni anche a se stesso.
La scena era di un'intensità emotiva straordinaria, la paura era palpabile, non solo per la concreta possibilità che si scatenasse una violenza fisica, ma per l'evidente sofferenza psicologica del detenuto, un'anima tormentata, intrappolata in una spirale di rabbia e disperazione dove oltre al linguaggio farneticante, brandiva la lametta contro sé stesso e minacciando gli agenti antistanti.
Articolo
irpinianews.it da Redazione online - 10 Aprile 2024
OSSERVATORIO CARCERI: PERNA RICONFERMATA RESPONSABILE REGIONALE
AVELLINO – Una riconferma “guadagnata” a suon di sopralluoghi, visite nei penitenziari, dibattiti sulle condizioni delle carceri, iniziative che hanno coinvolto enti e anche personaggi chiave della politica e della battaglia per i diritti dei detenuti, ultima in ordine di tempo Rita Bernardini.
C’è prevalentemente questo dato alla base delle scelta da parte dell’Unione Camere Penali Italiane di riconfermare al vertice dell’Osservatorio sulle carceri in Campania la penalista irpina Giovanna Perna.
E’ affidata a lei dunque, anche per il prossimo mandato, la guida dell’Osservatorio sulle carceri, l’organismo che ormai da quindici anni vede gli avvocati impegnati a vigilare sulle condizioni degli istituti di pena, ma anche le strutture come l’Icam di Lauro e soprattutto le Rems.
Per la professionista irpina si tratta di una sostanziale promozione ed un riconoscimento del lavoro che ha portato avanti nella prima parte della sua attività.
Notevole l’attività che l’Osservatorio ha portato avanti in tutta la provincia di Avellino. Le carceri di Belllizzi Irpino, Ariano e Sant’Angelo dei Lombardi. Si tratta, in questo periodo ed in particolare dal Covid, di un momento molto delicato per la stessa organizzazione delle carceri, una fase non certo facile che dura ancora oggi.
La Perna è stata molto impegnata a fare rete, in questi anni, con tutti i soggetti istituzionali per affrontare le criticità del sistema.
Eduardo De Filippo, nominato senatore a vita dal presidente Sandro Pertini, il 23 Marzo del 1982, fa un suo primo ed intenso intervento in Senato, per presentare la sua interpellanza sull’ Istituto Filangieri di Napoli, allora luogo di detenzione per ragazzi minorenni.
Nonostante sia alla fine della sua vita e molto malato, Eduardo continua a dedicarsi ai suoi “scugnizzi”, che considera “ragazzi che a causa di carenze sociali, hanno dovuto deviare dalla retta via…”, con i quali da anni, svolgeva attività teatrali.
Lo scorso anno, Papa Francesco, nonostante camminasse sorreggendosi ad un bastone, è stato nel Carcere Minorile di Casal del Marmo, per fare la tradizionale lavanda di piedi pasquale, a 12 giovani detenuti, asciugando e baciando i loro piedi, come aveva fatto Gesù nell’ Ultima Cena.
Due figure storiche del nostro tempo, da sempre, hanno dedicato uno sguardo attento ed amorevole, a chi è privato della libertà personale. Usando la propria iconica immagine per concentrare l’ attenzione su di un grande problema, divenuto enorme, nel tempo.
Al 31 Gennaio di questo anno, la popolazione carceraria Italiana è di oltre 60mila unità, tra uomini, donne e stranieri. I dati ufficiali, ci dicono, inoltre, che i Minori detenuti hanno raggiunto nel 2023, la cifra più alta degli ultimi 15 anni: 1.143.
Come si può facilmente immaginare, per chi vive una realtà di detenzione, i periodi di festa, vissuti dalla maggior parte dei cittadini, come momenti di gioia e condivisione, con amici e parenti, sono vissuti, per loro, come momenti di acutizzazione della propria solitudine e della mancanza della propria famiglia.
EMME24 ha affrontato questi ed altri problemi relativi alla difficile realtà sociale delle Carceri, intervistando l’ avvocata Giovanna Perna, del Foro di Avellino, già esperta di Diritto Penitenziario, e già Responsabile Osservatorio Carceri, inoltre, componente del Tavolo di Esperti, del Garante Nazionale delle Persone private della Libertà Personale.
L’ avvocata Perna affronta questo argomento in maniera diretta, riportando i gravissimi dati relativi ai suicidi di detenuti: 24 morti dall’ inizio dell’ anno 2024 ad oggi.
Ai quali si aggiungono i dati relativi ai suicidi degli Agenti della Polizia Penitenziaria, anch’ essi in aumento. Le agenzie di stampa, infatti, hanno parlato dell’ ultimo suicidio di un agente penitenziario, avvenuto il 4 Marzo scorso, ad Ariano Irpino. Le cause di tutte queste scelte estreme, sono da ricercare nelle insostenibili condizioni di vita e di lavoro, all’ interno di tutte le Carceri Italiane.
L’ avvocata Perna ha partecipato alla presentazione del libro dello scrittore Livio Ferrari, tenutosi lo scorso 15 Marzo, presso il Santuario del Ss. Rosario di Avellino: “Il Carcere in Italia oggi. Una fotografia impietosa”.
L’ incontro è stato organizzato dalla Caritas Diocesana di Avellino e dal Garante dei Detenuti, Carlo Mele.
Come sosteneva già tanti anni fa, il senatore Eduardo De Filippo, anche Livio Ferrari è convinto che per risolvere il problema delle Carceri, non solo in Italia, sia necessario un cambiamento radicale, a livello Sociale, per cercare di costruire un Mondo Migliore e più giusto, insieme…
Giovanna Perna condivide pienamente queste analisi “Utopiche”, ma, anche se non sono realizzabili in tempi brevi, è importante che si inizi a lavorare tutti andando nella stessa direzione: modificare radicalmente la realtà detentiva, che oggi rappresenta una situazione insostenibile ed esplosiva…
“E’ importante ridurre la conflittualità tra le persone e richiamare tutti ad affrontare le proprie responsabilità”, afferma la nostra esperta, che dà anche indicazioni fattibili, per tracciare un percorso di ribaltamento delle attuali situazioni detentive: la Giustizia Riparativa.
Cosa si intende per Giustizia riparativa? La frattura che avviene al momento del reato fra vittima ed autore, ingenera reazioni di odio difficilmente sanabili. Per questo bisogna attivare percorsi di riconciliazione e di pace che servono sia alla vittima che all’ autore del reato. Nasce, quindi, la necessità della riabilitazione e della sicurezza sociale, usando strategie mirate.
Emme24 ringrazia l’ avvocata Giovanna Perna per il suo notevole impegno sociale e per le sue tante competenze, usate per aiutare gli altri e dare loro una speranza di cambiamento in positivo. Fra pochi giorni festeggeremo la Pasqua, che per i Cristiani significa “Resurrezione – Rinascita”, per gli Ebrei il termine Pesach, significa “Passaggio”, dalla schiavitù in Egitto, alla Libertà.
Qualunque interpretazione si voglia dare a questa festa, noi auguriamo Pace e fine dei conflitti in Palestina ed ovunque nel Mondo.
E rispetto e dignità per tutti gli Esseri Umani…
Mediatore - Facilitatore
Centro di Giustizia Riparativa di Avellino
E’ stato sottoscritto a Palazzo Caracciolo il protocollo d’intesa con il quale si istituisce, presso la ex Caserma Litto al Corso Vittorio Emanuele di Avellino, il Centro di Giustizia riparativa – mediazione e di aiuto alle vittime di reato, denominato “Il Lampione della Cantonata”. A firmare l’accordo il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, il dirigente del CGM – Centro Giustizia Minorile per la Campania, Giuseppe Centomani, il Garante Provinciale dei diritti delle persone con limitazione della libertà personale e direttore della Caritas diocesana di Avellino, Carlo Mele, la direttrice dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Barbara Salsano, alla presenza dell’avvocato Giovanna Perna, che svolge ruolo di mediatore/facilitatore.
Tra le altre finalità del Centro, figura la promozione di interventi per la gestione dei conflitti ed un servizio di aiuto alle vittime, con l’intento di favorire interventi tesi a ristabilire la sicurezza ed il legame sociale, riducendo il livello di conflittualità e violenza presenti nel contesto locale.
Il Centro ha come compiti l’attivazione di interventi di giustizia ristorativa e, in particolare, la possibilità per gli utenti di usufruire della mediazione vittima-autore di reato. Avvia, inoltre, forme di giustizia riparativa e di mediazione penale nell’ambito nei percorsi trattamentali predisposti per soggetti in regime di una misura alternativa alla detenzione o probativa, ponendo al centro la vittima e le sue prerogative di tutela e di protezione da ogni rischio.
“Con questa iniziativa – dichiara il presidente Buonopane – anche in Irpinia si attiva un percorso che consente, come previsto dalla normativa, di adottare misure alternative per chi commette determinati reati e di tutelare le vittime. Ringrazio i sottoscrittori di questo protocollo e quanti lavoreranno per portare avanti il progetto”.
eADV
“La giustizia minorile in Italia – sottolinea il dirigente Centomani – sta puntando ad attività volte alla promozione della qualità della vita nei contesti del mondo giovanile. Fra queste attività vi è la mediazione penale come modello extragiudiziale di intervento con i minori dell’area penale. Tale modello si pone come obiettivo il superamento dei conflitti generati dal reato e l’individuazione della soluzione degli effetti del reato sulle vittime”.
“Questo modello – rimarca la direttrice Salsano – rappresenta un ulteriore e prezioso contributo per far maturare la consapevolezza del reato commesso. Ciò significa maggiore responsabilizzazione e abbattimento della recidiva”.
“Lo spirito di questa iniziativa – spiega il garante Mele – è quello di evidenziare che esistono anche altre modalità di detenzione. Spesso ci si dimentica di coloro che hanno subito il reato. In questo modo si favorisce un incontro tra le parti per una riconciliazione”.
“Con la giustizia riparativa – aggiunge l’avvocato Perna – le vittime di reato vengono considerate non soltanto soggetti da assistere, proteggere e avvicinare con rispetto e compassione, come accade attualmente nelle aule dei tribunali, ma anche esseri umani capaci di partecipare attivamente con gli autori di reato e l’intera collettività, a forme di giustizia dialogico-consensuale aperte ad ospitare gesti di riparazione materiale e simbolica”.
Tutti i diritti riservati | Avvocato Giovanna Perna - Informativa Privacy - Cookie Policy
Sito realizzato dalla Vighi & Partners
Studio Legale Avvocato Giovanna Perna
Via San Pio da Pietrelcina n.59/B
83100 Avellino (AV)
Tel. 347 6928076 0825 1492045
Mail: info@avvocatogiovannaperna.com
avv.pernagiovanna@gmail.com