La sottrazione di beni aziendali
rappresenta un rischio significativo per la salute finanziaria delle imprese e per l'integrità legale degli amministratori. Questo comportamento, che si verifica quando gli amministratori sottraggono beni per uso personale o per la vendita, può configurarsi come reato di bancarotta fraudolenta, sollevando importanti questioni legali.
Il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale punisce il depauperamento dell’impresa consistente nell’aver destinato le risorse della stessa a scopi estranei all’oggetto sociale, in cui la rappresentazione e la volontà dell’agente attiene alla deminutio patrimoni e non al successivo fallimento. Si configura dunque come reato di pericolo concreto in cui la concretezza assume la sua dimensione effettiva nel momento in cui interviene la dichiarazione di fallimento, condizione comunque non indispensabile per l’esercizio dell’azione penale.
Si può, dunque, restare esente da pena nella sola ipotesi in cui la società ha comunque a disposizione riserve ben più rilevanti e idonee a fronteggiare le eventuali pretese creditorie, posto che in tal caso il pericolo di pregiudizio per i creditori non assume la concretezza richiesta dall’ordinamento.
Atto di grave rilevanza legale
La sottrazione di beni aziendali è disciplinata dagli articoli 216 e seguenti del Codice penale, che sanciscono questa condotta come penalmente perseguibile. Gli amministratori violano i principi di lealtà e fiducia, mettendo in pericolo la stabilità finanziaria dell'impresa e compromettendo la fiducia di creditori e investitori. Tale comportamento scuote le fondamenta del sistema economico e commerciale.
Implicazioni e conseguenze
Oltre agli effetti personali sull'amministratore, le azioni che ledono l'integrità patrimoniale dell'azienda influenzano direttamente la sostenibilità dell'impresa e la sua capacità di adempiere ai debiti. In termini legali, gli amministratori rischiano sanzioni penali severe, reclusione da 3 a 10 anni e una pena accessoria, l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi altra impresa per 10 anni. In alcuni specifici casi (particolare gravità del danno prodotto, l’attuazione di più fatti tra quelli previsti dalla norma in contemporanea, l’esercizio di impresa commerciale in caso di divieto) le conseguenze per la condanna per bancarotta fraudolenza sono ancora più gravi e la pena può essere aumentata fino alla metà.
La necessità di una guida legale esperta
Quando emergono sospetti o prove di sottrazione di beni, è essenziale l'intervento di un consulente legale specializzato in diritto fallimentare e reati aziendali. Questi professionisti possono fornire la guida necessaria per affrontare queste complesse questioni legali, proteggendo l'azienda e gestendo le implicazioni per gli amministratori coinvolti.
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